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Dramma nell'Avvocatura a Milano
Cari Amici e Colleghi,
oggi 13 Luglio 2022, mentre molti di noi si trovavano in udienza, in qualche cancelleria o semplicemente sulla via per il proprio studio, un giovane Collega è precipitato dal VI piano del Palazzo di Giustizia di Milano, con quello che sembrerebbe essere stato un gesto volontario.
Quello che ci ha dimostrato nell’ultimo decennio il Tribunale di Milano, quale incolpevole scenario di atroci dipartite, è che il nostro è un mestiere che può anche uccidere e lo può fare in molti modi.
È arcinoto e di facile comprensione, anche se troppo spesso dimenticato, che la missione della difesa dei diritti altrui ha un costo elevato, economico e non solo, per le vite dei difensori.
Solo pochi anni fa un altro giovane Collega, insieme a un Giudice e al coimputato dell’agente veniva freddato dal proprio cliente con dei colpi di arma da fuoco esplosi all’interno del Palazzo, pagando la sola colpa di aver svolto diligentemente il proprio mestiere, con rispetto dell’integrità del proprio ruolo.
Ricordiamo tutti i minuti di apprensione, con il pensiero fisso sui nostri Colleghi ancora presenti a Palazzo, con un omicida armato che girava liberamente per i corridoi.
Oggi, un Avvocato di appena 49 anni si è tolto la vita, probabilmente (per quanto riportato dalla stampa) soffocando nel peggiore dei modi una difficile situazione economica, oltre che personale, gettandosi insieme ai suoi drammi dal bagno della sezione Locazioni del Tribunale.
E purtroppo la situazione economica e sociale non è facile ed è anzi, probabilmente, la peggiore degli ultimi decenni per noi avvocati.
Impariamo quotidianamente e fin troppo bene come la Toga pregni le nostre vite personali entrando a far parte anche delle nostre gioie e dei nostri dolori personali e, forse, anche questo fardello è un peso troppo pesante per noi avvocati.
Noi, che dovremmo trarre un insegnamento da chi non c’è più, imparando a umanizzare la nostra posizione, per viverla come un bellissimo ruolo e non come un’identità sostitutiva, come le nostre istituzioni dovrebbero imparare che una maggiore tutela è ormai necessaria e non rimandabile per un mestiere che si fa sempre più pericoloso ed usurante.
L’associazione Ius et Vis tutta, e il direttivo della Sezione di Milano in particolare, si stringono ufficialmente intorno alla famiglia del Collega che oggi ci ha lasciato, condividendo la più sincera solidarietà, per il valore che in un momento come questo potrà avere, con le persone a lui vicine.
Il Direttivo

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